Farmaci vasodilatatori - Farmacia & Salute

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Farmaci vasodilatatori

LE DISCIPLINE DELLA SALUTE > FARMACOLOGIA > FARMACI ANTIPERTENSIVI


VASODILATATORI

A questa classe appartengono sia i vasodilatatori diretti, sia i bloccanti dei canali del calcio.

I Vasodilatatori diretti
dilatano la muscolatura liscia delle arteriole, diminuendo in tal modo le resistenze vascolari sistemiche; L'effetto ipotensivante provoca risposte compensatorie mediate dai fattori nervosi e da quelli umorali, che contrastano l'effetto di tali farmaci: da qui nasce l'esigenza di associare i vasodilatatori con altri farmaci antiipertensivi che si oppongono alle risposte compensatorie cardiovascolari.
Questi composti sono rappresentati in via principale dal Nitroprussiato di Sodio, che ha effetti solo a livello vascolare e la cui azione è svolta dall'ossido di azoto NO, potente vasodilatatore che si libera per degradazione della molecola di partenza: questo agisce attivando la guanilato ciclasi solubile che a sua volta induce vasodilatazione.


Na[Fe(CN)NO] · HO


E' un ottimo vasodilatatore perchè dilata sia le arteriole a resistenza che le vene, ottenendo sia la diminuzione della Resistenza venosa periferica, che della pressione venosa di riempimento. E' ugualmente efficace in tutti i tessuti.

EFFETTI

  • Vasodilatazione arteriosa

  • Vasodilatazione venosa

  • Stabilizzazione della gittata, che aumenta per la diminuzione della pressione sistemica, ma diminuisce per la diminuzione della resistenza venosa secondaria alla dilatazione venosa

  • Effetto marcato di ipotensione in posizione eretta

  • Nei pazienti con insufficienza cardiaca , effetto benefico di aumento della gittata cardiaca, che beneficia della diminuzione delle resistenze vascolari periferiche

  • Lieve diminuzione del consumo di ossigeno

  • No tachicardia


FARMACOCINETICA
E' molto instabile, per cui richiede la preparazione al momento e la protezione dalla luce, perchè la sua idrolisi, processo accelerato dalla luce, produce cianuro CN  . Si somministra soltanto per via Endovena continua, cosa che ne limita l'utilizzo soltanto alle reali emergenze e sempre sotto il controllo medico.
L'emivita è di pochi minuti, si ha una latenza di circa 30 secondi, effetto massimo di 2 minuti. Il metabolismo degli ioni cianuro prodotti si ha nel fegato, che in circa 3 giorni produce da essi Tiocianato. A causa della lentezza di tale metabolismo, si può usare il farmaco solo per alcune ore (massimo 72)

EFFETTI COLLATERALI

  • Eccessiva ipotensione

  • Accumulo di ioni CN: il fattore limitante del metabolismo degli ioni cianuro è la scarsità di solfato che serve a metabolizzarlo a Tiocianato; se si somministra il farmaco per più di 24 ore, si deve dare anche solfato di sodio. Gli effetti tossici del cianuro che si potrebbe venire a formare in eccesso sono debolezza, nausea, anoressia, disorientamento e sintomi psicotici, inibizione della funzione tiroidea

  • ipertensione da rimbalzo alla brusca cessazione dell'infusione continua.


USI CLINICI

  • Emergenze ipertensive

  • Dissezione acuta dell'aorta dopo infarto miocardico

  • ipotensione anestetica (diminuzione del sanguinamento chirurgico)

Si somministrano circa 0,25-1,5 mg/kg/min   ; in anestesia 5 mg/kg/min  .

Il Minoxidil è un farmaco antiipertensivo molto efficace, il suo meccanismo consiste nell'apertura di canali del potassio che causa una iperpolarizzazione di membrana nelle cellule delle miofibrille arteriolari, con conseguente rilassamento della muscolatura liscia arteriolare ed effetto spasmolitico.




E' un farmaco di emergenza dotato di numerosi effetti collaterali (es. Irsutismo) che lo rendono improponibile per un trattamento continuato. Il suo principale problema è che non inibisce il simpatico e quindi assieme alla massiccia dilatazione arteriolare, provoca anche una grossa scarica riflessa di tachicardia, produzione di renina, effetti inotropi positivi sul cuore.
Riassumendo quindi gli effetti collaterali maggiori sono:
Tachicardia del consumo di ossigeno sul cuoreidricapericardico (raro)
La vasodilatazione riguarda solo il vasi arteriolari, non quelli di capacitanza, e di conseguenza produce un aumento del flusso sanguigno a cute, muscolo scheletrico, gastroenterico e cuore; la gittaca cardiaca aumenta 3-4 volte.

Dal punto di vista farmacocinetico, è ben assorbito per via orale; il profarmaco ha una emivita di 3-4 ore, l'effetto dura intorno alle 24 ore; il metabolismo è epatico per glucuronoconiugazione e l'escrezione è renale.
Il dosaggio iniziale è basso (1mg), ma poi si sale anche fino a 40mg a seconda della risposta che si è ottenuta.


Altro farmaco che agisce sui canali del potassio è il Diazossido, un antiipertensivo orale, ma con effetti collaterali inaccettabili tra cui l'Ipoglicemia nel 50% dei casi.




Il diazossido è un farmaco di emergenza usato come antiipertensivo. La sua azione è miorilassante sulle arteriole ipertese, per apertura dei canali del potassio e conseguente iperpolarizzazione delle membrane cellulari della muscolatura liscia vasale.
Si somministra per via EV nelle emergenze in cui non sia possibile prendere tutte le accortezze necessarie alla somministrazione di sodio nitroprussiato, ossia non sia possibile monitorare la pressione e disporre di una pompa di infusione.
Sebbene sia dotato una lunga emivita (20-60 ore), l'effetto dura solo 4 ore. Ha la capacità di rilasciare la muscolatura uterina e può essere usato nella preclampsia nel parto.



I Bloccanti i canali del calcio
sono farmaci di avanguardia molto potenti che bloccano l'ingresso di calcio dentro la cellula, agendo sui canali voltaggio dipendenti del calcio: su questi ultimi si sa che sono di 3 tipi diversi, L-N-T e che hanno tra loro differenze nelle cinetiche di apertura, inattivazione e distribuzione tissutale. I canali T sono canali a bassa soglia, gli L sono lenti e sono presenti sulla muscolatura liscia, gli N nel sistema nervoso centrale, anche se su questi i calcio antagonisti non hanno praticamente effetti.

I calcio antagonisti comprendono 3 gruppi di molecole classificate secondo un ordine decrescente di specificità . Tutti hanno la capacità di bloccare l'ingresso di calcio nelle cellule, inibendo i canali membranari la cui apertura dipende da una variazione di potenziale. Questi canali lenti del calcio lasciano entrare il calcio durante la fase 2 del potenziale d'azione delle cellule a risposta rapida e durante la fase 0 della cellule a risposta lenta (nodo atrioventricolare, nodo del seno). Una piccola quantità di calcio-ioni che attraversano la membrana induce un cospicuo rilascio di calcio dal reticolo sarcoplasmatico (rilascio di calcio-indotto).
Questi farmaci hanno pertanto un'azione farmacologica predominante in tessuti in cui il calcio gioca un ruolo primario nella regolazione dell'accoppiamento eccitazione-contrazione: muscolo cardiaco, fibre muscolari lisce . In particolare agiscono sui canali L voltaggio-dipendenti riducendo la concentrazione citosolica di calcio.

Possiamo dividerli in composti di prima generazione, che comprendono:
DIIDROPIRIDINE: Nifedipina
BENZOTIAZEPINE: Diltiazem
FENILALCHILAMINE: Verapamil, Gallopamil

e composti di 2° generazione, soprattutto appartenenti alla classe delle diidropiridine e comprendenti: amlodipina, felodipina, isradipina, lacidipina, nicardipina, nimodipina, nisoldipina




I vari composti bloccano il canale agendo fisicamente da "tappo", ma le diidropiridine hanno probabilmente un ruolo più complesso, in quanto alcuni composti sono in grado di attivare il canale anzichè chiuderlo.
Gli effetti benefici dei calcio antagonisti possono essere schematizzati come di seguito:

VASODILATAZIONE ARTERIOSA GENERALIZZATA: non influiscono sulle vene; in individui con spasmo delle coronarie possono provocare notevoli benefici, ma non molto efficaci quando è presente arteriosclerosi con placche

RILASCIAMENTO DI ALTRI TIPI DI MUSCOLATURA LISCIA, in particolare quella dell'utero e del tratto biliare

PROTEZIONE DEL TESSUTO ISCHEMICO: per via della limitazione dell'ingresso di calcio nella cellula, della diminuzione della contrattilità e quindi dello sforzo e della richiesta di al cuore e per la vasodilatazione, si ottiene qualche beneficio dalla somministrazione di questi composti però solo in maniera profilattica prima della genesi di una ischemia.

Gli effetti indesiderati sono mal di testa, arrossamenti cutanei, costipazione, tachicardia riflessa e rischio di far precipitare l'insufficienza cronica di cuore specie se in associazione con antagonisti.








ALTRI VASODILATATORI

Il peptide natriuretico atriale, oltre alle sue attività sul rene, attiva la guanilato ciclasi e produce vasodilatazione; molti farmaci aumentano il AMPc, come gli stessi agonisti  
b-adrenergici, la dopamina e la serotonina.
Anche gli inibitori della fosfodiesterasi aumentano il cAMP, come la Metilxantina e la Papaverina: la prima esercita la loro attività principalmente sul SNC e sulla muscolatura liscia non vascolare;la Papaverina, strettamente correlata con la Morfina, ma senza effetti centrali, rilascia essenzialmente la muscolatura liscia dei vasi e di altri distretti, viene utilizzata per l'impotenza di erezione mediante iniezione diretta dei corpi caversosi del pene.

Altri vasodilatatori hanno un meccanismo d'azione sconosciuto, come l'Idralazina, un vasodilatatore arteriolare con effetti simili al sodio nitroprussiato, ma molto più tossico e senza diminuzione della Gittata cardiaca e con tachicardia, e L'Etanolo, che provoca un forte arrossamento della cute.





 
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